Storia

storiaSermide è un piccolo paese di agricoltori e artigiani, collocato in un’area da sempre considerata zona depressa per lo scarso sviluppo economico e le difficoltà di comunicazione con le principali città.

Nel decennio che va dal 1970 al 1980 in questo territorio sono state costruite ben due centrali termoelettriche: 1320 Mw a Ostiglia e 1280 Mw a Sermide, con una distanza in linea d’aria di circa 7 Km.
Queste due centrali hanno funzionato per più di 20 anni con olio combustibile ad alto tenore di zolfo con conseguenze ambientali facilmente visibili e documentabili; al contrario, le conseguenze sulla salute non sono mai state documentate, fatta eccezione per un’indagine epidemiologica molto limitata come disegno e periodo considerato, e per alcuni dati sui tumori resi noti grazie alla buona volontà di alcuni Medici di Medicina Generale, in quanto il registro tumori della Provincia di Mantova non è mai decollato nonostante le pressioni fatte sull’Asl.

 

4 AGOSTO 2000

Il Ministro dell’Industria Bersani emana due decreti (114 e 112 del 2000) di ambientalizzazione e riconversione, che prevedono la sostituzione a Sermide e ad Ostiglia dei vecchi gruppi a ciclo convenzionale con più moderni ed efficienti Turbogas, quindi funzionanti solo a metano.
I cittadini di Sermide, Carbonara e Ostiglia, nonché di tutti gli altri comuni limitrofi, erano fiduciosi e speravano finalmente che, dopo 20 anni di emissioni, fosse possibile ottenere un miglioramento della qualità dell’aria.

 

PRIMAVERA 2003

A seguito della privatizzazione, le due centrali vengono cedute rispettivamente a ENDESA (quella di Ostiglia) e alla società EDIPOWER (quella di Sermide).

 

29 DICEMBRE 2003

Poco dopo la cessione della centrale esce il Decreto Marzano “sblocca centrali” e la ditta Edipower SpA presenta al Ministero delle Attività Produttive istanza di autorizzazione unica, previa esecuzione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, per interventi di potenziamento della centrale termoelettrica di Sermide con mantenimento in esercizio delle sezioni 1 e 2 a vapore alimentate ad olio combustibile.
Ci siamo quindi resi conto del rischio addirittura di un peggioramento rispetto alla precedente situazione, in quanto, con la nuova richiesta, la futura centrale avrebbe avuto una potenza complessiva installata di 1.838,4 MW.

 

MARZO 2004

L’argomento della centrale di Sermide conquista spazi sulla cronaca provinciale, sia per le preoccupazioni derivate dalla probabile riduzione del personale in caso di bocciatura dell’ampliamento, sia per l’impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini di un’area che già fornisce (insieme ad Ostiglia) il 7% dell’energia nazionale e oltre il 50% di quella prodotta in Lombardia. Sono promosse assemblee spontanee da parte dei cittadini, associazioni, partiti che sottolineano la gravità di un nuovo quadro di emissioni in atmosfera, accompagnato dalla pesante minaccia della riduzione dei posti di lavoro.

 

12-13 GIUGNO 2004

Il Gruppo Aria Pulita sente la necessità di fare esprimere un parere a tutti i cittadini Sermidesi, e in occasione delle Elezioni Europee convince l’Amministrazione Comunale ad indire un Referendum Consultivo, che ha visto prevalere quella parte di cittadinanza contraria al progetto.
Questo ha contribuito, assieme alle posizioni delle amministrazioni comunali e provinciali, a frenare il processo autorizzativo, nonostante le forti pressioni della società Edipower che da subito è ricorsa ad un pesante ricatto sull’occupazione, in quanto, nel caso non passi il progetto, darà il via a procedure di mobilità o trasferimenti su altri impianti.

In seguito la società Edipower avvia le prime mobilità dei dipendenti in esubero: si parla di un centinaio di dipendenti e i sindacati di categoria sostengono decisamente la società facendo pressioni continue sui politici affinché il progetto venga approvato.

 

GENNAIO-FEBBRAIO 2006

Viene a mancare il metano ed il Ministro Scajola emana un decreto che, anche in deroga ai limiti di emissione, autorizza nuovamente l’utilizzo dell’olio combustibile.
I due vecchi gruppi ripartono, viene consumato l’olio combustibile giacente da tempo nei serbatoi, l’emergenza rientra e a marzo 2006 le caldaie a nafta sono di nuovo spente.

 

PRIMAVERA 2006

Finalmente in campagna elettorale, chiediamo rassicurazioni alle forze politiche di centro-sinistra, ed abbiamo l’amministrazione provinciale uscente dalla nostra parte.
Le elezioni amministrative provinciali si giocano soprattutto sulle tematiche ambientalimolto sentite a Mantova e provincia (turbogas Enipower di Mantova voluto dal sindaco DS Burchiellaro, turbogas Ecogen non voluto dall’attuale sindaco Brioni sempre DS, problema della diossina e problema delle centrali termoelettriche: Mantova produce il 38% dell’energia della Lombardia e il 6% dell’energia elettrica nazionale).

 

GIUGNO 2006

Elezioni politiche: vince il centro-sinistra e speriamo in un interlocutore che possa avere quella sensibilità politica che il centro-destra non ha dimostrato, anche se onestamente siamo dubbiosi: dopo il decreto Scajola non dovremo assistere ad un decreto Bersani!

 

ESTATE 2006

Non sono passati due mesi da giugno e viene presentato pubblicamente da parte del Ministero dello Sviluppo Economico un documento su come affrontare l’emergenza gasdove tra le misure indicate c’è anche la massimizzazione dell’utilizzo dell’olio combustibile nelle centrali termoelettriche; a luglio la convocazione del Presidente della Provincia di Mantova e dei sindaci di Sermide e Carbonara presso il Ministero delle Attività Produttive. Ed ecco che quello che è uscito dalla porta rientra dalla finestra: proposta di riaccensione dei gruppi ad olio combustibile per 3/5 mesi per tre anniche sostanzialmente ricalca il progetto Edipower presentato nel 2003.

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